Voucher Cloud e Cybersecurity 2026: come funziona il contributo a fondo perduto per PMI e autonomi

Guida aggiornata ad agosto 2026

Il Voucher Cloud e Cybersecurity 2026 mette a disposizione delle piccole e medie imprese italiane, oltre che dei lavoratori autonomi, un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese sostenute per servizi cloud e sicurezza informatica, fino a un massimo di 20.000 euro per beneficiario. La misura, promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), dispone di una dotazione complessiva di 150 milioni di euro, con una quota di 71 milioni riservata alle imprese del Mezzogiorno.

150 mln € Dotazione totale
50% Percentuale del contributo
20.000 € Tetto massimo per impresa

Il calendario ufficiale della misura

La misura nasce da un decreto ministeriale del 18 luglio 2025, che ne definisce l'impianto generale: beneficiari, spese ammissibili, intensità dell'aiuto e regime de minimis. A questo si sono aggiunti nel tempo diversi decreti direttoriali attuativi, che hanno progressivamente aperto e chiuso le varie fasi operative.

Data Contenuto
18 luglio 2025 Decreto ministeriale istitutivo: regole generali della misura
21 novembre 2025 Apertura dell'elenco per i fornitori di servizi cloud e cybersecurity
22 aprile 2026 Proroga dei termini di iscrizione dei fornitori
29 luglio 2026 Pubblicazione dell'elenco definitivo dei fornitori abilitati
4 agosto 2026 Apertura del calendario per le domande delle imprese

In base a quest'ultimo decreto, le imprese possono precompilare la domanda a partire dalle ore 12:00 del 20 ottobre 2026, mentre l'invio effettivo è possibile dalle ore 12:00 del 10 novembre 2026 fino alle ore 12:00 del 20 gennaio 2027, salvo chiusura anticipata per esaurimento dei fondi.

Nota operativa. Le tre settimane che separano precompilazione e invio non sono un semplice adempimento burocratico: dato che l'assegnazione segue l'ordine cronologico di presentazione, chi arriva pronto al 10 novembre parte in netto vantaggio rispetto a chi comincia a raccogliere i preventivi proprio in quei giorni.

Chi può presentare domanda

Possono accedere al voucher le micro, piccole e medie imprese e i lavoratori autonomi con sede operativa in Italia, compresi i liberi professionisti iscritti o non iscritti a un albo. Non è previsto alcun limite dimensionale minimo.

Per candidarsi occorre soddisfare alcuni requisiti al momento della domanda:

  • iscrizione regolare al Registro delle Imprese (o posizione equivalente per gli autonomi);
  • regolarità contributiva e fiscale, con DURC in corso di validità;
  • assenza di procedure concorsuali in corso;
  • un contratto di connessione a banda larga attivo, con velocità minima in download di 30 Mbps;
  • la stipula della polizza assicurativa contro i rischi catastrofali prevista dalla legge di bilancio 2024 per le imprese iscritte al Registro delle Imprese.

Sono escluse le imprese dei settori agricoltura e pesca. Il contributo rientra inoltre nel regime de minimis: va quindi sommato agli altri aiuti ricevuti nello stesso regime negli ultimi tre esercizi fiscali, tenendo conto del plafond massimo di 300.000 euro.

Quali spese sono coperte

Il voucher finanzia investimenti riconducibili a cinque grandi categorie:

Categoria Esempi
Cloud computing Hosting, server virtuali, storage remoto, backup in cloud
Sicurezza informatica Firewall, antivirus, VPN, protezione degli endpoint, sistemi di rilevamento delle intrusioni
Continuità operativa Soluzioni di backup e disaster recovery
Licenze software Canoni collegati a servizi cloud e di sicurezza
Consulenza specialistica Implementazione, configurazione, adeguamento a normative come NIS2 e GDPR

Il criterio guida è che i servizi finanziati siano realmente nuovi o rappresentino un potenziamento significativo rispetto a quanto già in uso. Restano invece escluse le soluzioni con prestazioni sostanzialmente equivalenti a quelle esistenti, i semplici aggiornamenti di versione privi di funzionalità realmente nuove e l'ampliamento di licenze o utenze già possedute. I servizi di consulenza e configurazione, inoltre, non possono superare il 30% del piano di spesa complessivo e devono essere collegati a un altro servizio finanziabile.

Suggerimento. Vale la pena distribuire il budget tra componente cloud e componente cybersecurity, invece di concentrarlo su un'unica voce: un piano bilanciato copre più vulnerabilità ed è generalmente più semplice da giustificare in fase di rendicontazione.

Come funziona la procedura

La misura si articola in due fasi distinte. Nella prima, ormai conclusa, i fornitori di servizi cloud e cybersecurity hanno potuto richiedere l'iscrizione a un elenco ufficiale gestito dal MIMIT con il supporto di Invitalia, dimostrando il possesso di specifiche certificazioni (tra cui ISO/IEC 27001, ISO/IEC 27017 o la qualifica QC1). L'elenco definitivo è stato approvato il 29 luglio 2026.

Nella seconda fase, quella che riguarda direttamente le imprese, la domanda va presentata sulla piattaforma informatica del MIMIT tramite identità digitale (SPID, CIE o CNS). È fondamentale che i preventivi siano richiesti solo a fornitori effettivamente presenti nell'elenco ufficiale per la categoria di servizio interessata: un contratto stipulato con un soggetto non abilitato non dà diritto al contributo.

Attenzione alle spese anticipate. Le spese sostenute prima dell'invio della domanda non sono ammissibili. Chi deve rinnovare contratti cloud o licenze di sicurezza nei mesi immediatamente precedenti all'apertura dello sportello dovrebbe valutare per tempo se posticipare la decorrenza del contratto.

Quanto si può ottenere

Il contributo copre il 50% della spesa ammissibile, con un investimento minimo richiesto di 4.000 euro e un tetto massimo di erogazione di 20.000 euro per beneficiario. L'erogazione può avvenire in un'unica soluzione o in due tranche, con un primo acconto al raggiungimento di metà del piano di spesa e il saldo a rendicontazione conclusa.

Esempio Investimento Contributo ottenibile
Progetto contenuto (es. migrazione a un gestionale in cloud + antivirus enterprise) 8.000 € 4.000 €
Progetto completo (es. infrastruttura cloud ibrida + firewall avanzato + consulenza NIS2) 40.000 € o più 20.000 € (tetto massimo)

Abbinamento con altri incentivi

Il voucher può essere combinato con altri strumenti agevolativi, a patto di evitare il doppio finanziamento sulla stessa voce di spesa. Tra le combinazioni più frequenti:

  • il credito d'imposta per beni strumentali 4.0, applicabile alla componente hardware o software classificabile come bene 4.0;
  • la Nuova Sabatini, utile per coprire la quota di investimento non coperta dal voucher;
  • eventuali bandi regionali o misure dedicate alle aree ZES, per le imprese del Mezzogiorno.

Come arrivare pronti allo sportello

Dato il criterio cronologico di assegnazione delle risorse, conviene prepararsi con largo anticipo rispetto all'apertura della precompilazione:

  1. verifica i requisiti soggettivi (dimensione d'impresa, regolarità contributiva, connettività);
  2. definisci con chiarezza le esigenze tecnologiche e il relativo budget;
  3. controlla lo spazio residuo nel plafond de minimis;
  4. consulta l'elenco dei fornitori abilitati e raccogli preventivi dettagliati;
  5. prepara la documentazione necessaria: visura camerale, dichiarazione de minimis, descrizione tecnica del progetto.

Domande frequenti

Quando si presenta la domanda?

L'invio è possibile dalle ore 12:00 del 10 novembre 2026 fino alle ore 12:00 del 20 gennaio 2027, salvo esaurimento anticipato delle risorse. La precompilazione è aperta dal 20 ottobre 2026.

I liberi professionisti possono partecipare?

Sì, sia i professionisti iscritti a un ordine sia quelli non iscritti possono presentare domanda, purché in regola con i requisiti previsti.

Si può scegliere qualsiasi fornitore?

No. I servizi vanno acquistati esclusivamente da fornitori inseriti nell'elenco ufficiale pubblicato dal MIMIT.

Il voucher è cumulabile con altri incentivi?

In linea generale sì, purché non si verifichi un doppio finanziamento sulla stessa spesa e nel rispetto dei massimali previsti dalla normativa sugli aiuti di Stato.

Quali imprese sono escluse?

Le imprese dei settori agricoltura e pesca non possono accedere alla misura.

Contenuto informativo con finalità divulgativa, basato su fonti pubbliche ufficiali (decreti MIMIT). Per i testi integrali dei provvedimenti si consiglia di consultare il sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.